La vera rivoluzione è il non cambiamento

Piove? Governo ladro. Un luogo comune valido per tutte le stagione, specie se ad usarlo sono quelli che, grazie a intere campagne elettorali passate a distruggere, a volte anche a ragione, l’operato di chi c’era prima di loro, oggi sono in Campidoglio ad assistere a quella che si preannuncia a tutti gli effetti come l’ennesima giornata difficile per la nostra città.

Era il 2013 quando l’allora consigliera comunale, Virginia Raggi, se la prendeva con il sindaco ribattezzato poi simpaticamente #SottoMarino, reo di non aver provveduto alla pulizia delle caditoie e alla manutenzione degli alberi. Parole sacrosante, se non fosse che cinque anni dopo l’avvocato Raggi siede sullo stesso scranno del Campidoglio e Roma quando piove e tira vento continua a far pagare un conto salatissimo in termini di danni e disservizi ai romani.

A Roma esiste un altro detto molto popolare che invita a non “sputare in aria che poi ti torna in testa”. La città è drammaticamente immobile su se stessa, non si fanno manutenzioni, esattamente come cinque anni fa, non si progetta un sistema di raccolta dei rifiuti all’altezza, quando si pensa alla mobilità l’unica idea che viene da presentata da questa Amministrazione è l’ecopass, ovvero una tassa per entrare e tornare a casa che peserà su un milione di romani e che, qualora venisse approvata in Assemblea Capitolina, sarà comunque lasciata in eredità al prossimo sindaco, perchè manca anche il coraggio di assumersi responsabilità e conseguenze delle proprie scellerate proposte.

“Se i problemi sono i tombini e le caditoie suggerirei di pulirli. Se il problema sono i rami pericolanti suggerirei di rimuoverli”, scriveva Virginia Raggi nel 2013. Oggi alla Sindaca ci sentiamo di consigliare di andarsi a rileggere quei commenti e con un bagno di umiltà cominciare ad ascoltare la piazza e i romani la cui pazienza infinita è arrivata agli sgoccioli.

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