Il Comune di Roma non lasci sola la Chiesa nell’assistenza ai più deboli

Ogni anno di questi tempi l’Amministrazione Capitolina scopre, come fosse una sorpresa, l’emergenza freddo e i gravi disagi a cui sono costrette migliaia di persone che vivono sotto la soglia della povertà a Roma. Su questo tema la sindaca Raggi ha il dovere di fare qualcosa e non appoggiarsi soltanto al preziosissimo e fondamentale ruolo che, sul fronte dell’accoglienza e dell’assistenza ai più deboli, viene offerto dalla Chiesa Cattolica attraverso le centinaia di parrocchie che tutti i giorni si danno da fare per i più deboli.

La Caritas stima in oltre 14mila le persone che vivono questa condizione di difficoltà nella Capitale. Si tratta di numeri davvero emergenziali che dovrebbero spingere il Campidoglio a fare di più nei confronti di tante persone che vivono ai margini della società, in condizioni disumane e inaccettabili. Roma è la Capitale mondiale della cristianità ma non si può pensare sempre di delegare tutta l’assistenza alla rete cattolica che pure svolge un ruolo fondamentale per queste persone.

Quello degli esclusi non deve essere più trattato come un tema emergenziale da affrontare solo quando arriva il freddo ma occorre mettere a punto una strategia di intervento che sappia mettere al centro i differenti bisogni delle persone che vivono in povertà estrema, prevedendo, oltre a interventi per i bisogni alloggiativi, anche azioni in ambito lavorativo, formativo, di riqualificazione professionale, di sostegno nella relazione con le istituzioni e di mediazione territoriale e culturale nelle scuole.

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